Il 1 luglio 2023, l’anfiteatro del parco di Villa Cappelletto a Vedelago (TV) ha ospitato il duo d’eccezione Fresu-Sosa, un concerto come una delle stelle più brillanti del Sile Jazz 2023 (con direzione artistica di Alessandro Fedrigo), arrivato alla sua 12esima edizione.

Prendi una tromba d’eccellenza, un pianoforte, delle percussioni o anche, perché no, tutta la cultura musicale jazz più amata e…Trattale bene. Anzi, benissimo. Ne verrà fuori un capolavoro.
Luglio apre con la serata più energica e seducente della rassegna: Paolo Fresu e Omar Sosa una delle formazioni più conosciute e amate in Italia e all’estero, capace di creare ponti sonori e concettuali tra due mari e due continenti e di affinare, concerto dopo concerto, la propria proposta musicale. Il duo è protagonista all’anfiteatro del parco di Villa Cappelletto a Vedelago con il lavoro a quattro mani Food. Musica per indagare il piacere del gusto, della convivialità, della scoperta e del dialogo ma anche sull’importanza di una sana alimentazione oltre che riflettere sulla situazione globale del cibo nel pianeta e sulla sua precaria sostenibilità. Con Food Fresu e Sosa danzano, attorno al vincente mix di jazz, musica cubana, Africa e world music che sono riusciti a creare.
Un soffio d’ottone incontra l’avorio,
tavola imbandita di note e memoria.
Dal Sile a Cuba, un solo spartito,
il cibo diventa un canto infinito.
Il Canto della Terra e del Gusto
- Soffio: La tromba di Fresu disegna l’odore del pane.
- Tasto: Il piano di Sosa colora la terra del grano.
- Ritmo: Posate e bicchieri diventano un’eco sacra.
- Senso: La musica nutre l’anima e ferma il tempo.
Due Mondi in un Unico Piatto
- Radici: L’Isola e la Sardegna unite nel calice.
- Mente: Un monito a non sprecare il frutto del suolo.
- Cuore: La bellezza che nasce dal sedersi insieme.
Il progetto Food si presenta come un viaggio musicale che attraversa territori sensoriali e culturali. Non è soltanto un concerto: è un rito dedicato al cibo, al gusto, alla convivialità, a tutto ciò che costruisce la nostra relazione quotidiana con il mondo. Paolo Fresu e Omar Sosa trasformano questi temi in materia sonora, li fanno vibrare, li portano in scena come se fossero ingredienti di una ricetta che parla di noi.
La tromba di Fresu, con il suo timbro inconfondibile, disegna linee che sembrano profili di paesaggi lontani; il pianoforte e le tastiere di Sosa rispondono con una tavolozza di colori che attraversa continenti, memorie, radici. In questo dialogo, gli oggetti quotidiani – posate, utensili, piccoli strumenti domestici – diventano parte della drammaturgia sonora: non semplici effetti, ma segni che riportano la musica alla sua origine concreta, al gesto del nutrire e del nutrirsi.
Il concerto si fa così riflessione, una meditazione che scorre tra le note e invita a interrogarsi sulla sostenibilità del cibo, sulla qualità della nutrizione, sul modo in cui le nostre scelte alimentari disegnano il futuro del pianeta. Ogni suono diventa una domanda, ogni ritmo un richiamo alla responsabilità, ogni silenzio un tempo per ascoltare ciò che spesso ignoriamo.
Tra Fresu e Sosa si apre un ponte sonoro che non è solo un incontro artistico, ma un attraversamento culturale. Le loro musiche si cercano, si sfiorano, si sovrappongono, creando un paesaggio che unisce Africa, Mediterraneo, Caraibi, Europa. È la cifra del loro sodalizio: un’arte che non conosce confini, che si nutre di differenze, che costruisce un luogo comune dove le culture non si sommano, ma si trasformano.
Food diventa così un invito: a pensare il cibo come relazione, a immaginare la musica come spazio di condivisione, a riconoscere che ciò che mettiamo sulla tavola è parte di un racconto più grande. Un racconto che Fresu e Sosa, con la loro sensibilità, restituiscono in forma di suono, di gesto, di poesia.






