PAOLA BETTELLO

Le infinite sfumature delle emozioni non hanno parole, ma solo vibrazioni. Il colore nel suo essere, elemento fondamentale per Paola, deve vincere il fenomeno della rifrazione, disfandosi della natura gerarchica e classificatoria dettata dall’uomo.

Alla pari della dodecafonia, nessuna tonalità prevale sull’altra, in condizione di assenza di una corrispondenza classica; l’arte di Paola Bettello va oltre alle sperimentazioni note. Un apparente caos cosmico di cromatismi mai casuali scardinano regole ed equilibri, ignorando la ruota di Itten e aggiungendo un elemento che nessuno può frenare: la libertà dello spirito.

L’acrilico scorre, anzi si infrange sulla tela come un onda violenta, ricolma di passione pura. Paola Bettello non teme il suo fluire, la guida sapientemente, definendo stratificazioni mai più replicabili, da oltre trent’anni.

La sua ricerca, superata la prima fase materica di gesso e cemento, scopre la resina e i medium, rivelando così l’animacromia: quell’inspiegabile sussulto dello spirito, che dimostra come non tutto ciò che si prova possa avere un nome univoco.

Davanti ad un dipinto di Paola Bettello si può cogliere ciò che più smuove il proprio sentire; una libertà concessa all’osservatore di rimanere semplicemente sopraffatto dalla potenza dell’impatto visivo, ovvero di cogliere forme, in una sorta di pareidolia pittorica.

Ancora una volta però, descrivere l’opera di Paola Bettello è riduttivo ed errato. Non si può prevedere la propagazione delle venature del marmo o quale sarà la prossima contaminazione sensoriale tra emozione e colore.

Questa è l’opera di Paola Bettello, lo spirito libero dell’arte contemporanea che ha saputo trovare un modo per far parlare l’anima.

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