Nomad Hostel e l’arte di Pink & Grey: un viaggio tra i mondi

Dal 20 dicembre 2025 al 10 gennaio 2026 il Nomad Hostel di Treviso trasforma la sua struttura turistica in una galleria d’arte contemporanea. La collaborazione tra gli artisti Pink artist & Grey, esplora il concetto di viaggio tra stili espressivi tanto differenti, quanto innovativi.

Il nuovissimo Nomad Hostel di Treviso accoglie una nuova esperienza, quella che fonde arte con ospitalità. L’essenza di una struttura ricettiva che fa del suo spazio un punto di incontro e di viaggio, apre le sue porte anche al percorso multisensoriale.

“Viaggio tra i mondi” non è solo una mostra, ma un invito a vivere un itinerario visivo e concettuale. Ogni opera è una tappa: un frammento urbano che si intreccia con un lampo psichedelico, un materiale recuperato che dialoga con una vibrazione cromatica. Ecco che si scopre come entrambi abbiano lo stesso scopo: la possibilità di reinventare il reale e di immaginare l’invisibile.

L’evento curato da Fabio Garbin e Margherita Majer diventa così un ponte tra i mondi: da un lato la concretezza del riuso, dall’altro la leggerezza del fluo, tra la memoria della materia e l’espansione della mente. È un dialogo che non cerca di uniformare, ma di esaltare le differenze, dimostrando come proprio nella diversità l’arte viaggia su una strada comune: la capacità di trasformare, di aprire varchi, di generare nuove prospettive.

Grey – Giovanni Grigoletto trasforma il quotidiano in arte, Pink Artist – Fabio Garbin muta il colore in esperienza. Entrambi lavorano con l’idea di esplorazione: uno attraverso le strade e i materiali della città, l’altro tra le galassie interiori e le visioni psichedeliche. In entrambi i casi, lo spettatore è chiamato a partecipare attivamente, a lasciarsi coinvolgere, a leggere oltre la superficie.

Grey (Giovanni Grigoletto) porta con sé l’anima della strada: la street art come linguaggio diretto, incisivo, radicato nel tessuto urbano. I suoi collage di materiali di riciclo sono un atto di resistenza e di rinascita: ciò che è scarto diventa materia viva, frammento di memoria e nuova possibilità. La sua estetica è ruvida, concreta, segnata dal tempo e dalla realtà quotidiana.

Pink Artist si muove in territori visionari e immateriali. Con l’acrilico fluo e le infinite possibilità dell’arte psichedelica, costruisce paesaggi interiori e cosmici, dove il colore non è solo pigmento ma vibrazione, energia pura. Le sue opere sono portali sensoriali che trasportano lo spettatore in dimensioni oniriche, lontane dalla materia e vicine all’esperienza del sogno in cui ognuno può ritrovarsi, in un inconscio senza freni o giudizi.

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