GIANLUCA AIOLO

Gianluca Aiolo mette al centro del focus espressivo l’essere umano. La metropoli è l’involucro pulsante del fervore sociale, un alveare multiforme, talvolta talmente variegato da determinare innumerevoli sovrastrutture stratificate nel tempo in una multi dimensionalità sempre più difficile da decodificare.

L’artista Gianluca Aiolo però riesce ad eludere la complessità di tale condizione umana. Come uno street photographer che trascende differenze culturali, ceti sociali e distinzioni di genere, coglie una realtà essenziale, reale in una sceneggiatura cittadina che abbraccia tutti i punti di osservazione possibili, a favore di una reinterpretazione semplicemente antropica.

Homo ex machina. Ecco che il pittore risolve L’enigma della matassa sociale, che si aggroviglia fino a distorcere la sua stessa umanità, creando tensione, discriminazione, sgretolando la libertà dell’individuo. Ma nelle opere di Aiolo l’essere umano basta a sé stesso. È artefice e risolutore di tutti i suoi mali. E la soluzione è proprio nell’arte stessa. Ogni istante, ogni tela è un fotogramma di attimi sfuggenti di vita. L’astrazione monocromatica supera la categorizzazione determinata dal colore, il mosso artistico metaforicizza l’attimo sfuggente senza precisa identità che, avvolto nell’atmosfera empirica e sfuocata, da sollievo allo sguardo dell’osservatore; esso infatti fatica a razionalizzare una tale visione fuori fuoco e tempo, rifugiando l’impatto impressivo nella sfera del metafisico, cogliendo così ciò che è il vero messaggio artistico: andare oltre. Al di là dei limiti di un’illusoria omologazione o di decadenti confini di metropolitane credenze e stereotipi.

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