Dal 7 settembre al 9 novembre, l’eccelso artista veneto Tobia Ravà torna a fare ciò che gli viene meglio: l’arte a servizio di un mondo migliore. La barchessa di villa Giustinian Morosini XXV aprile, ospita una nuova mostra nel segno della responsabilità verso tutto ciò che esiste.

La Barchessa Giustinian Morosini “XXV Aprile” a Mirano (VE) accoglie la mostra del maestro Tobia Ravà, dal titolo significativo Tikkun Olam – Riparare il mondo, a cura di Maria Luisa Trevisan e Myriam Zerbi, un’espressione della cultura ebraica che si collega a un’idea fondamentale: alla responsabilità, propria degli esseri umani, di migliorare il mondo, attraverso azioni di giustizia, di pace, di bellezza, di confronto.
Il percorso espositivo comprende oltre 40 opere, assai diverse tra loro: grafiche, sculture in bronzo, in marmo, dipinti, resine e tempere acriliche su tela, sublimazioni su raso acrilico, vele e catalizzazioni UV su alluminio.
L’inconfondibile Ravà veicola le lettere e i numeri dell’alfabeto ebraico al suo onorevole scopo, usati come tessere di un personalissimo orizzonte iconografico che coinvolge lo spettatore nella decifrazione di significati connessi alla mistica ebraica, una mistica suggestiva che ancora una volta valorizza l’espressività e il messaggio intrinseco nelle opere stesse.

La mostra è organizzata e realizzata dal Comune di Mirano in collaborazione con PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea.
In occasione del vernissage di domenica 7 settembre che si terrà a partire dalle ore 17, seguirà il concerto
inaugurale con Emanuela Vozza e Claudio Ronco al violoncello dal titolo “Emanuel Shiprut, un violoncellista
ebreo nella Londra del Settecento” ovvero: note musicali come lettere d’un alfabeto sacro.
