La pittrice veneziana Silvia Stocchetto ci porta alla scoperta di mondi incantati, ricchi di simbolismi e allegorie, in un percorso visivo potente come non mai.

Se c’è un modo per percorrere la storia dell’arte in maniera trasversale, l’opera di Silvia Stocchetto è lo stargate più efficace che ci sia.
Partendo a ritroso, in un apparente contesto surrealista per stile e forma, Silvia Stocchetto viaggia controcorrente alla linea del tempo, arricchendo paesaggi fantastici e di indubbio incanto con antichi simbolismi appartenenti al passato più remoto.
L’occhio dell’osservatore viene così rapito da innumerevoli dettagli colmi di mistero. Nascono così mondi fantastici, dove idoli con la testa di uccello incontrano l’arte tribale, gli elementi architettonici e totem. Una sintesi di forme e linguaggi dialogano con elementi vegetali, incastonati nella tela come affascinanti arazzi medioevali.

La natura è il filo conduttore dell’arte di Silvia Stocchetto, laureata in biologia biochimica e biofisica. La capacità sapiente dell’artista nel rendere gli elementi terrestri parte integrante delle proprie opere, dona l’atmosfera tenue e calda di cromatismi compenetranti in stratificazioni di sfumature senza fine, che dialogano con figure antropomorfe.
L’evoluzione di Silvia Stocchetto però non si fermerà quì. Texture e ambientazioni lagunari, come ricami andranno a comporre opere materiche sempre più in via di sperimentazione.
Non ci resta che attendere con grande entusiasmo il vortice di creatività di Silvia Stocchetto, la plasmatrice di mondi in grado di dare sempre nuova vita all’arte.
