Giovanni Pasqual, l’artista dell’essenza

Può l’arte raggiungere l’Illuminazione? Secondo l’artista Giovanni Pasqual, sì. Il suo concetto riguarda una ricerca di uno stato di pace che riporta il colore alla sintetizzazione del cromatismo.

Le opere di Giovanni Pasqual sono molto più che arte contemporanea. Sono essenze vere e proprie, ricerche trascendentali, trasferite in un linguaggio visivo creativo.

Venezia, la città più affascinante del mondo, non è solo uno scrigno di bellezza con polifore dallo stile gotico fiorentino o dalle sfavillanti decorazioni dorate. Non solo. La vera Venezia è una stratificazione di tempo e atmosfere, l’intonaco dei palazzi corrosi dal sale, l’imperfezione architettonica delle pareti, il legno consumato dall’umidità. Immaginiamo quindi il fascino di tale verità riportato su tela. Crudo, materico, graffiante. Questa è l’arte di Giovanni Pasqual, in cui non conta l’estetica, ma la purezza.

Ecco il legame con Venezia e con tutto ciò che possa avvicinarsi a tale concetto. Come la metafisica ricerca del Nirvana interiore prevede la necessaria azione dello spogliarsi delle nostre corazze e preconcetti, strato dopo strato, così Giovanni Pasqual si lascia guidare dal suo pennello che aggiunge materia e colore, fino a raggiungere il massimo del sovraccarico. Infine, lo elimina. L’inspirazione del gesto artistico lascia spazio all’espirazione, un evento contrario ma complementare, in un inscindibile dualismo naturale, arrivando ad interrompersi quando l’assenza di ossigeno ferma la mente e la stesura, raggiungendo quella sensazione tanto cristallina: la consapevolezza che l’arte è compiuta.

Formatosi come restauratore, Giovanni Pasqual ha percepito molto presto la materia e la reale natura del colore. Si rivela sulle tele un minimalismo di tonalità cromatiche imperfette, in cui non conta la definizione, ma il pigmento. I colori sono mescole: gesso di Bologna, caseina, bianchi “sporchi” come consumati dal sole. Ecco che l’esperienza si racconta nel linguaggio artistico più puro, lasciando spazio all’osservatore di godere del solo valore che conta: l’emozione.

E’ il tempo a raccontare, attraverso le sue stratificazioni apparentemente casuali ricche di fascino e rilievi, la storia della città.

Quella di Giovanni Pasqual è una storia che intrisa di elementi che più invecchiano, più prendono valore concettuale: ferro, ruggine, lacca sono solo alcuni degli strumenti della sua orchestrazione visiva, dando vita all’irripetibile opera d’arte che non potrà mai essere riproducibile.

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