Dal 01 giugno al 31 agosto 2025 lo spazio Lazzari di Treviso ospita la mostra “Mythos”, curata da Roberta Giubitosi. Lo scultore Roberto Alberoni espone sette opere avvolgenti e cariche di profondi significati.

Per comprendere l’opera di Roberto Alberoni non bisogna partire dalla forma, ma dal vuoto che essa lascia nello spazio.
Molto prima che la fisica quantistica fosse concepita, Michelangelo Bonarroti riteneva che la scultura non nasce dal nulla, ma che le forme e i volumi dovevano essere estrapolati dal blocco di marmo stesso, bastava togliere ciò che all’opera non serviva.
Roberto Alberoni non lavora a “blocchi di marmo” e la fisica quantistica la studia con grande interesse, ma il concetto non cambia. Senza il vuoto, non esiste il pieno. Senza l’assenza, non esiste presenza. Lo scultore Alberoni ha perciò fatto una scelta. La sua opera nasce e si nutre di questo concetto, lavora l’alluminio, la resina, il ferro e altri materiali proprio con questo fine, il dialogo continuo tra essere e non essere perché tutto è atomo, tutto è vita e creazione.


Ecco che nasce l’opera che possiamo osservare nello spazio esterno del Lazzari store a Treviso.
Sculture che scivolano alla vista, nonostante le dimensioni, percepite come onde provenienti dal “vuoto” creativo e che, dopo aver dimostrato il loro divinatorio valore, tornano silenziose nell’etere. Opere astratte che dialogano con l’osservatore, mutando il loro senso a seconda del punto di vista, come danzassero anch’esse nel movimento circolare. Con le “comete bianche” in particolare, Memento, Nemesi, Filotea, si torna così ad una divina musa che ispira il senso più profondo dell’opera. La donna.

Memento trova la sua ideazione nell’ispirazione poetica della scapigliatura, in cui le contrapposizioni sono l’essenza del valore creativo.
Una struttura di ferro e fibre ottiche che si illuminano al buio, crea lo “scheletro” dell’opera, così candida all’esterno con il suo rivestimento in resina, e così complessa, contorta, seppur luminosa, all’interno.

Nemesi è l’emblema dell’opera di Roberto Alberoni. Quell’abbraccio al mondo, un raccoglimento gentile ma triste, che fa immaginare una ballerina che conclude il suo ultimo atto drammatico in un raccoglimento straziante. Alberoni come non mai evoca la dea della giustizia, che deve riuscire a liberarsi da questa nera gabbia di oppressioni, vendicandosi di tutto il male che ha ricevuto. Francis Bacon docet.

Filotea spicca con il suo riflesso argenteo, in una forma che ricorda un grande strumento appartenente alla famiglia degli ottoni, ma che in realtà suona un’altra melodia, quella dell’amore. L’amante di Zeus fa “sbocciare” il suo bacio più intimo, aprendo all’eros e alla femminilità più nascosta.

Asemica, una meravigliosa conversione in opera d’arte della tecnica di scrittura, quella semantica appunto, aperta ad ogni possibilità.
L’opera infatti sembra spiccare il volo e, con la presenza dell’alluminio lucidato sul punto di maggior elevazione, apre a qualsiasi possibilità interpretativa l’infinita varietà di significati possibili.

Infine gli Holograms racchiudono le opere di tecnica totalmente differente della mostra. L’acciaio inox modellato a freddo su base in ferro dona una sensazione di essenzialità all’opera. Il colore argenteo spicca sullo sfondo nero dell’installazione, come figure teatrali che si muovono su un fondale scenico. Ancora la donna e il corpo come essenza del lavoro di Alberoni che, con l’opera, esalta i tratti più voluttuosi, appena abbozzati, ma così avvolgenti di bellezza femminile.
La mostra è visitabile fino al 31 agosto 2025 con la presenza dell’affascinante opera dell’artista Lorenzo Speranzin nello spazio interno del Lazzari Store.
