PGBM 2026. Il premio di drammaturgia che esalta un universo.

La serata finale del Premio di drammaturgia teatrale in onore di Giuseppe Bepo Maffioli è stata un inno al futuro. Domenica 27 settembre 2026, l’associazione .eacapo presieduta dal direttore artistico Alex Cendron, ha portato sul palco del magnifico teatro Mario Del Monaco di Treviso le menti più brillanti del Veneto e di tutta Italia, dedite all’arte del teatro. Fari luminosi che commuoveranno ed esalteranno i palcoscenici nazionali per molti anni a venire.

La storia di ripete. Fa evolvere, dà il la ad un’orchestra che esalta il suo linguaggio nel tempo, interpretando e rafforzandone il senso più profondo della sua missione. Quella storia si chiama Giuseppe Bepo Maffioli. Quel suo destino, indiscutibilmente legato alla città di Treviso, si è concretizzato iniziando proprio così, vincendo un premio di drammaturgia. E la sua eredità, a distanza di quarant’anni dalla sua morte, è più viva che mai.

Non sarà necessario in questa recensione parlare della sua anima poliedrica e ricca di talento, ma il suo lascito è molto più prestigioso di un tiramisù (che lo fece conoscere nel mondo culinario). La sua eredità è un’aurea di eccelso intelletto, che nel 2026 ancora stimola la creatività di oltre trecento drammaturghi; con le loro storie, raffinate, sensibili e sconvolgenti, per la quinta volta hanno permesso di rendere protagonista il teatro, accendendo le luci del proscenio con sempre rinnovata energia.

Tutto questo però, non sarebbe stato possibile senza il suo “l’erede spirituale” Alex Cendron. L’attore e direttore artistico del PGBM, assieme all’associazione .eacapo, ha chiamato a gran voce i talenti di tutto il Bel Paese. Dal 24 al 27 settembre 2026 ecco che è andato in scena il destino: seminari di drammaturgia, mise en lecture, spettacoli serali e tanto lavoro da parte degli oltre quaranta giurati, divisi tra giuria popolare e tecnica. Tempo e passione dedicati per l’amore del presente e divenire del teatro, una vocazione immensa e che proseguirà con incalzante crescendo.

Fulvia Cipollari
Toni Brunetti
Irene Gianeselli
Francesco Salvadori
Stefano Colombo

Alla serata delle premiazioni, i testi vincitori hanno finalmente avuto un volto.

Le menzioni speciali sono andate a: I Was Born T-Here di Fulvia Cipollari (Fermo), 9525 di Valeria La Bua (Palermo), La crepa di Toni Brunetti (Milano) e La scuola dei maschi di Irene Gianeselli (Bari).

Il premio Under 35 (sostenuto dal Rotary Club Treviso) della giuria tecnica a Stefano Colombo (di Lecco), in arte ivil, per il testo teatrale Adoption Express – Un figlio per posta.

Il premio della giuria popolare è stato assegnato ad Alessandro Tampieri (di Ravenna) per l’opera Erbario di famiglia.

La famiglia, quell’universo umano da cui tutti veniamo e alla fine torniamo è stato il leitmotiv di quest’anno, dimostrando come l’amore per le proprie origini è necessario per comprendere il presente e il proprio futuro.

“Forse perché la famiglia è quel nucleo sociale più di valore che abbiamo“. Così commenta infatti il drammaturgo Tommaso Fermariello, vincitore del Premio 2026.

Con il suo testo “Familiare” trasforma storie di vita e generazioni in opere d’arte.

Familiare è una storia di famiglia che attraversa cento anni: dal 1925, quando Alice muore dando alla luce suo figlio Alicio, fino al 2025, quando il nipote di Alicio comincia a mettere su carta queste vite per impedire che spariscano.

In scena ci sono quattro voci: Alice; Lui e Lei, una coppia che si insegue per anni, si sposa, fa figli, invecchia, affronta una malattia; e T, il nipote che assembla i frammenti mentre li vive. Le storie si sovrappongono senza seguire un ordine cronologico: il racconto di una guerra entra dentro una partita di calcio, una risonanza magnetica risuona con un parto di cento anni prima.

I vivi parlano con i morti senza saperlo.

(regia di Arianna Verzeletti con gli attori dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni e Teatro Stabile del Veneto).

Personalità, mentalità, esperienze di vita e di morte cambiano le persone e le scelte che esse compiono, plasmando la propria esistenza in un risultato karmico sempre differente. Ciò che conta alla fine però sono i valori, l’amore e riuscire a trovarsi tutti su un divano, la sera di un giorno qualsiasi e ricordarsi di non essere mai soli.

Tommaso Fermariello

GLI SCATTI DELLA MISE EN LECTURE E DELLA PREMIAZIONE sono presenti nella galleria seguente. Tutti i diritti riservati.

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